Il mio statement

Nei miei quadri cerco di trasmettere in chi guarda la sensazione visiva che ricevo dal mio modo di percepire il mondo attorno a me, o dalla mia immaginazione. Con il colore cerco un effetto estetico, non di esprimere un’emozione. Il tema è, nella maggior parte dei casi, la comunicazione interpersonale che mi affascina con le sue innumerevoli sfaccettature. I soggetti, individui e coppie, vengono estrapolati dal contesto reale e rappresentati, indipendentemente da ciò che sono, essenzialmente in quanto forme di colore diverso in rapporto allo sfondo monocromo, con una intenzione principalmente visiva ed in un certo senso astratta. Non essendovi, infatti, un effetto di volume (se non in minima parte), figure e spazio formano un contesto unico e colorato; in altri termini non vi è distinzione tra contenuto e contenente benché le linee di contorno siano definite.

Non cercando l’illusione della profondità, vado verso la pittura astratta che, come è noto, rompe con il canone illusionistico della tridimensionalità e quindi con ogni proposito descrittivo. Si potrebbe parlare tuttavia di una narrazione perché c’è interazione tra le figure presenti. Esse infatti, benché strappate dal contesto e proiettate in una dimensione irreale, portano con se qualcosa di essenziale circa se stesse e le loro storie. Si potrebbe parlare tuttavia di una narrazione perché c’è interazione tra le figure presenti che, benché strappate dal contesto e proiettate in una dimensione irreale, portano con se qualcosa di essenziale circa se stesse e le loro storie. Amo i colori decisi, intensi, vivi, spesso adopero i colori primari e li accosto ai complementari, e mi piace stenderli in campiture di colore uniforme così che non si distinguano le pennellate. Mi incuriosisce inoltre giocare con il rapporto di scala tra spazio e oggetto della rappresentazione, oggetto che a volte pare uscire fuori dai confini della tela che non lo contiene tutto, a volte è immerso nel vuoto; come Alice nel Paese delle Meraviglie, che magicamente diventa minuscola o enorme a seconda delle circostanze. Spesso vario anche il punto di vista, riprendendo i soggetti dall’alto (volo d’uccello) o dal basso, o inserendo nel quadro tutto quello che i miei occhi vedono, comprese parti di me (un piede, un ginocchio) se rientrano nel mio ambito visivo.

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